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Questo romanzo 0710 ultimo atto, è fondamentalmente e strutturalmente un romanzo d’amore con dei contenuti di pertinenza psicologica. Ciò che emerge maggiormente è la diversità di generi, soprattutto in relazione all’approccio diverso rispetto alle responsabilità, ma anche più semplicemente alla gestione del rapporto di coppia.
E’ una storia incentrata particolarmente sui due personaggi, Francesca è il nome di lei, il nome di lui non sarà mai citato, perché effettivamente non merita tanto.
La storia di questo amore passionale e distruttivo si snoda attraverso continui colpi di scena praticamente per quasi tutta la durata del rapporto, 11 anni.
Un romanzo che induce a profonde riflessioni rispetto al valore della propria vita. Purtroppo quando si è immersi in una storia sentimentale, molto spesso si perde di vista la ragione; questa è una prerogativa maggiormente femminile e la donna è notoriamente più incline a sacrificare una parte di sé per il proprio uomo. E anche oggi, nonostante l’indipendenza conquistata, nonostante i ruoli anche importanti che rivestono le donne nella società, si assiste molto spesso alla loro fragilità all’interno di un ménage sentimentale.
Certamente è un romanzo in cui l’immagine dell’uomo, di quel genere d’uomo, ne esce devastata, mentre quella della donna, in questo caso di Francesca “ne esce” e basta.
Un messaggio per tutte le donne, per le donne che amano troppo, per quelle che accettano di salire e scendere dalle montagne russe, come citato nel libro, per amore sì, ma anche perché si mettono sempre dalla parte dell’altro, cercando di capire le motivazioni che possono indurre a certi comportamenti. Mettersi dalla parte dell’altro non perché non si vuole vedere, come superficialmente si tende a pensare, ma perché si cerca di capire l’esigenza di una padre separato di stare insieme ai figli e quella dei figli di stare il più possibile con il padre. Solo alla fine ci sarà il colpo di scena…solo alla fine si capirà come talune persone, nella fattispecie il personaggio innominato di questo romanzo, si trincerino dietro ai figli per mantenere una bella facciata agli occhi degli altri e nascondere quanto di più sporco c’è nel loro animo.
E’ un romanzo che parla del valore della famiglia, dei sapori  e dei colori e il mistero della vita, ma anche di quanto ci si possa ammalare per amore. L’interprete del romanzo per salire e scendere dalle montagne russe si è ammalata…di Artrite Reumatoide.

Questo è un libro che parla della violenza, di un aspetto della violenza che spesso non viene riconosciuto. La violenza si immagina sempre fisica o sessuale, botte, lividi, stupri. Questa è la violenza che si vede all’esterno perché lascia i segni sul corpo, segni che gli altri possono vedere. E la violenza che lascia i segni nell’anima, la violenza che non si vede? Non si vede nell’immediato, perché a lungo andare anche quella lascerà i segni sul corpo, parlo dell’anoressia, dell’alopecia, dei tumori che distruggono la persona nel fisico e nella dignità. Io la chiamo violenza silente perché spesso neanche la vittima se ne accorge, ma dopo, quando se ne rende conto, il più delle volte non riesce ad uscirne.
Allora ci si chiede perché persevera questa dinamica psicologica all’interno della coppia. Perché appunto, facilmente si entra in una spirale di violenza psicologica dalla quale è difficile uscire anche alle persone forti e determinate. Si chiama spirale perché è come un tornado che avvolge la donna vittima di violenza, è come una curva che si stringe sempre di più e non arriva mai ad un punto.
E’ più difficile da interpretare perché solitamente chi la mette in atto lo fa subdolamente e circuendo di attenzioni e d’amore la preda. Sì, di attenzioni e d’amore perché il carnefice è davvero innamorato della sua vittima, ma è un amore malato. Infatti questo molto spesso capita alle persone dipendenti.
Quando nell’amore c’è dipendenza si può parlare di un amore malato e la vittima non se ne rende conto perché comunque continua a vedere delle manifestazioni d’amore, di passione, l’intesa sessuale come sempre, e allora non riesce a dare delle spiegazioni a taluni atteggiamenti volti invece alla sua lenta distruzione. Si destabilizza, si indebolisce…e si ammala.

Questo libro vuole essere un messaggio di forza per non continuare ad autodistruggersi, per aiutare le donne a guardarsi dentro e a non mollare mai.

Lascia un messaggio positivo che sfocia nella rinascita spirituale di questa donna. Francesca ha la forza e il coraggio di liberarsi da queste catene psicologiche. Dopo la sofferenza assoluta, come testimoniato in questo percorso narrativo, in realtà c'è una rinascita. E’ semplicemente il nuovo che ha bisogno che il vecchio si faccia da parte, che venga abbandonato e venga proiettato alle proprie spalle per prendere un nuovo spazio. Se non si rinuncia al passato, a ciò che ci portiamo dietro, a queste catene di sofferenza, il nuovo non potrà mai venire perché non trova spazio. Francesca ha capito ad un certo punto che, se voleva veramente cambiare la sua vita, doveva fare qualcosa che non aveva mai fatto prima. Questa è una grande verità umana e con determinazione decide che è tempo di qualcosa di nuovo perché la vita va avanti e continua in ogni momento, sempre diversa e sempre piena di creatività, come una fonte che si rinnova e allora è quella la forza che le dà il coraggio di rinascere.


Un libro scritto da una donna per le donne, ma che tutti gli uomini dovrebbero leggere per i messaggi che potrebbero ricevere da esso. E’ un libro in cui si grida il diritto alla felicità, un diritto che non può e non deve essere centellinato o controllato, il diritto di vivere al meglio la propria vita…per non ammalarsi.
Una storia che tutte le donne dovrebbero leggere, salvo scoprire che l’uomo dolce e appassionato che hanno accanto è proprio lui, 0710.